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Storia della scuola

L’Istituto nasce come sede coordinata dell’IPSSCT Caracciolo di Napoli.

Le prime quattro classi costituite sul territorio di Arzano risalgono all’anno scolastico 1998-1999; pur essendo poche classi per il Comune di Arzano e per i comuni viciniori esse hanno rappresentato una essenziale risposta ai bisogni formativi ed educativi che questo tipo di istituzione realizza.

Nell’anno scolastico 2000-2001 viene associata come sezione professionale alla sezione liceale già presente sul territorio di Arzano per costituire l’Istituto d’ istruzione Superiore d’Istruzione Statale. Dal primo settembre 2004 diventa, con le sue 49 classi, scuola autonoma.

In questo istituto sono attivi i seguenti indirizzi: Produzioni Industriali e Artigianali, Servizi Commerciali, Servizi Socio-Sanitari, Informatica, Grafica e Comunicazione, Sistema Moda, Turismo.

L’istituto è collocato in un edificio di moderna costruzione, strutturato su tre piani. Le aule sono spaziose e luminose, i servizi sono adeguati, le misure di sicurezza sono conformi alle norme CEE.

I.I.S. Don Geremia Piscopo

La struttura comprende una palestra coperta, attrezzata e completa di spogliatoi e servizi igienici, un campetto polivalente esterno, una biblioteca, un’aula magna e 8 aule speciali per i laboratori (sono operanti quattro laboratori d’informatica, uno linguistico, uno di grafica, due di moda).

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L’edificio, ubicato in via Napoli 57 bis, è di facile accesso all’utenza non solo arzanese in quanto la cittadina di Arzano è tra i comuni che fanno da cintura all’area urbana posta a Nord di Napoli.

L’accessibilità degli allievi che provengono da altri comuni è garantita dalla presenza di linee di autobus, di strade statali, provinciali e comunali, nonché dall’immediata vicinanza alla tangenziale e alle relative autostrade. La scelta strategica della localizzazione dell’edifico in tale area permette ai giovani, non solo di Arzano, ma di tutto il territorio a Nord di Napoli, di usufruire di una struttura accogliente in cui prepararsi adeguatamente in vista sia di un valido inserimento nel mondo del lavoro sia degli studi universitari.

La platea scolastica è costituita dalle ragazze e ragazzi di Arzano e da tutti quelli provenienti dai comuni viciniori (Casavatore, Grumo Nevano, Frattamaggiore, San’Antimo, Casandrino, Casoria e Napoli -quartiere Secondigliano).

Fino agli anni Cinquanta il numero degli abitanti di questi centri era notevolmente inferiore e l’attività prevalentemente praticata era l’agricoltura; infatti, mancavano quasi del tutto le industrie (solo in alcuni comuni, come Grumo Nevano, erano numerosi gli artigiani e solo in qualche altro, come Frattamaggiore, erano presenti fabbriche per la trasformazione della canapa, lanifici e corderie) ed era scarsamente sviluppato il terziario.

Dagli anni Sessanta, però, in tali aree cominciarono ad insediarsi moltissime fabbriche e si trasferirono dal capoluogo migliaia di persone in cerca di alloggi più a buon mercato. Ciò determinò un cambiamento radicale del costume e della vita sociale, economica e culturale degli abitanti di questi comuni, che non sempre fu positivo. Anzi, la cementificazione selvaggia, la devastazione del territori, la carenza di servizi e di strutture sociali, sono solo alcuni degli aspetti negativi che caratterizzarono questa realtà negli anni Sessanta e Settanta.

Con gli anni Ottanta la situazione si aggravò ulteriormente: molte industrie presenti sul territorio, specialmente nella zona di Casoria, Casavatore e Frattamaggiore, fallirono, determinando una crisi di tutta l’area.

L’industria lasciò il posto al settore terziario, che assorbì buona parte della manodopera rimasta disoccupata. Sorsero, quindi, agenzie bancarie, finanziarie e assicurative, uffici periferici della pubblica amministrazione, società di trasporti e di servizi, centri diagnostici, terapeutici, riabilitativi ed estetici, centri commerciali e rivendite di ogni genere di prodotti.

Questo proliferare di attività ha determinato, negli ultimi venti anni, un radicale cambiamento nell’organizzazione sociale e civile di questi comuni ed ha richiesto, da parte delle amministrazioni locali, risposte adeguate alle nuove esigenze, come trasporti più efficienti, migliore viabilità e opere di pubblica utilità.

Nonostante i cambiamenti negli anni abbiano apportato un miglioramento della qualità della vita, permangono ancora gravi problemi che solo una sana e corretta gestione della cosa pubblica ed un più spiccato senso civico dei cittadini possono risolvere.

Uno dei principali problemi che si presenta nel territorio è la carenza di strutture finalizzate alla socializzazione. Poche sono le associazioni culturali, mentre primeggiano quelle gestite da privati, dove si praticano le discipline sportive maggiormente diffuse tra i giovani (calcio, basket e pallavolo) Proliferano, invece, i circoli ricreativi di dubbia valenza educativa, che rappresentano, spesso, gli unici luoghi di ritrovo e che non contribuiscono ad una crescita morale e civile.

Il nostro Istituto si prefigge come compito istituzionale quello di formare l’uomo, cittadino e lavoratore e, nel contempo, quello di ridurre il fenomeno dell’insuccesso formativo dovuto all’elevato tasso di abbandono degli studi, all’irregolarità nella frequenza quotidiana e alla scarsa considerazione della cultura in generale ponendosi come referente privilegiato dei giovani e concorrendo al raggiungimento di tali obiettivi in collaborazione con le amministrazioni centrali e locali, con le forze produttive, con gli enti culturali.